Sud del mondo

Nord e Sud del mondoAl posto della suddivisione tra Primo, secondo, Terzo e Quarto mondo, molti osservatori preferiscono una semplice bipartizione in Nord e Sud (ufficializzata dalla Commissione indipendente sui problemi dello sviluppo economico). Nord e Sud diventano quindi sinonimi di "ricco" e "povero", di "sviluppato" e "sottosviluppato". La coppia Nord-Sud viene introdotta in un rapporto dell’ex cancelliere tedesco Willy Brandt dal titolo Nord-Sud, un programma per la sopravvivenza.

In riferimento alle migliori condizioni di vita che caratterizzano buona parte delle regioni settentrionali del globo, il Nord designa l'insieme dei paesi ad alto sviluppo industriale e tecnologico e quindi dotati delle maggiori ricchezze. Il Nord del mondo comprende il Nordamerica, il Giappone e l'Europa occidentale; ma anche le repubbliche nate dalla dissoluzione dell'Unione sovietica e l'Europa orientale. Esso non è semplicemente una Maschere di legno, prodotte da un artigiano camerunese - Immagine di Commercio Alternativo (www.commercioalternativo.it/)connotazione geografica, in quanto comprende anche paesi australi come l'Australia, la Nuova Zelanda, il Sudafrica. Il Nord ospita un quarto della popolazione mondiale; in compenso, possiede l'80% del reddito e il 90% della produzione industriale. Le nuove tecnologie appartengono in buona parte al Nord, che "controlla una grossa aliquota degli investimenti e del commercio mondiale delle materie prime e dei prodotti industriali. Per questa ragione [...] il Nord domina il sistema economico mondiale con le sue regole [...] regolamentazioni [...] istituti commerciali, monetari e finanziari." (Independent Commission in International Development Issues, 1980, pp. 31-32.

Al Nord si oppone il Sud, come complesso dei paesi più poveri e arretrati. Si tratta di paesi tradizionalmente definiti Terzo mondo e accomunati da condizioni di arretrato sviluppo economico, basso livello dei redditi e dei risparmi, dipendenza dall'estero, malnutrizione, analfabetismo, sovrappopolazione, instabilità politica e spesso anche dall'esperienza del dominio coloniale.

(F.E. Ian Hamilton, Un'economia mondiale in continua trasformazione, in Robert Bennett - Robert Estall [a cura di], La sfida del cambiamento globale, Franco Angeli, 1996, pp. 83. Voce Nord, Gedea multimediale, De Agostini, 1995)


 
 
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