La sovrappopolazione"Non si può passare inosservati per il mondo, quanto meno si sarà inclusi in una statistica" (Elias Canetti)
Le tendenze demografiche ci dicono che questa crescita proseguirà, sia pure in modo asimmetrico: il settimo miliardo dovrebbe essere raggiunto prima del 2010 e l’ottavo dopo il 2020. I paesi industrializzati hanno un ritmo di aumento molto basso - appena l’1% all’anno – e comprendono poco più di 700 milioni di uomini. Se si tiene conto che vi sono oltre 3 miliardi di persone in paesi poveri nei quali la popolazione cresce a un ritmo superiore al 3%, non può meravigliare che la popolazione della Terra negli ultimi anni stia crescendo più rapidamente del previsto. In un mondo sovrappopolato si sta stretti. Prende corpo il timore che non vi sia pane per tutti. Scattano meccanismi offensivi, di aggressività gratuita, e nello stesso tempo si notano atteggiamenti negativi di difesa negli individui e nei gruppi sociali che ostacolano i processi di assimilazione e di integrazione. Alcuni autori – come Livi Bacci - chiedono però di evitare una visione idraulica dei fenomeni demografici, per cui la popolazione in eccesso si sposterebbe da un luogo all’altro un po’ come l’acqua in un sistema di vasi comunicanti. Occorre un approccio sistemico ai processi di immigrazione che consideri tutta la varietà delle cause che mettono in moto i migranti. In fondo, solo una minoranza tra gli abitanti dei paesi sovrappopolati sceglie di emigrare. (Massimo Livi Bacci, Storia minima della popolazione del mondo, Il Mulino, 1998, p. 253. Franco Ferrarotti, Oltre il razzismo, Armando, 1992, pp. 30-32) |
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