La povertàPer milioni di persone che vivono nelle zone più povere del mondo è problematica la stessa sopravvivenza.
Nel 2001 1 miliardo e 200 milioni di persone non dispongono neppure di un dollaro al giorno. Nell'Africa sub-sahariana e nel sud dell'Asia, il 48 e il 40% della popolazione, rispettivamente, hanno meno di un dollaro al giorno. In America Latina la crescita economica è risultata incerta; in questa area il 16% della popolazione vive tuttora con meno di un dollaro al giorno. In Estremo Oriente, la percentuale dei poveri è scesa tra il 1987 e il 1998 dal 27 al 15%.
La povertà porta masse di profughi ad abbandonare i paesi di origine alla ricerca di migliori condizioni di vita (vedi Cause dell’immigrazione). La fame è collegabile a cause come la sovrappopolazione, la disoccupazione, le guerre, le crisi economiche, le catastrofi naturali. Mentre nel Nord del mondo un settimo della popolazione mondiale detiene i quattro quindi della ricchezza, consuma il 70% dell'energia globale e l'85% del legno del pianeta.
Chi analizza il problema della povertà si trova però di fronte a un problema di definizione del concetto di povertà. Se il concetto non è chiaro, non sono attendibili nemmeno le misure della povertà che di volta in volta vengono fornite. Che cosa si intende per povertà? Qual è la soglia sotto la quale si diventa poveri? Il concetto di povertà utilizzato nelle statistiche è multidimensionale (non comprende solo il reddito) e relativo (dipende dal benessere del singolo paese).
(FAO - Nutrire la mente, combattere la fame World Bank - Annual report 2001) |
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