I mondi economici
Gran parte dell’Africa, dell’America latina, dell’Asia meridionale è irrimediabilmente povera. Il PNL pro capite annuo è inferiore ai 240 dollari in 24 paesi dell’Africa nera e dell’Asia meridionale. Al vertice vi sono gli Emirati Arabi Uniti (16.250 dollari pro capite) e gli USA (14.900 dollari) che guidano un gruppo di 33 paesi con un reddito almeno tre volte superiore alla media mondiale. Queste enormi differenze dimostrano l’esistenza di diversi "mondi economici". Per descrivere il fenomeno geografi ed economisti hanno fatto ricorso alla nota ripartizione in "tre mondi".
Negli ultimi anni, anche a causa dei processi di globalizzazione, questa ripartizione ha cominciato a diventare inadeguata. Dalla massa del Terzo mondo si sono distaccati alcuni paesi che presentavano un buon livello d'istruzione, stabilità politica e un basso costo del lavoro, i NIC, che hanno rapidamente accresciuto i loro livelli produttivi, e poi anche di reddito e di consumo. Altri paesi, in particolare quelli dell'OPEC, si sono arricchiti con i proventi delle esportazioni delle materie prime. Si è cominciato perciò a distinguere un Terzo e un Quarto mondo, quest'ultimo confinato in un sottosviluppo caratterizzato forse irrimediabilmente da fame, analfabetismo, sottooccupazione. (F.E. Ian Hamilton, Un'economia mondiale in continua trasformazione, in Robert Bennett - Robert Estall [a cura di], La sfida del cambiamento globale, Franco Angeli, 1996, pp. 83) |
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