I mondi economici

Distribuzione del reddito nel mondoPer misurare lo sviluppo economico si ricorre al valore del prodotto nazionale lordo (PNL), cioè il valore complessivo della produzione di un paese. Si tratta d’una misura che indica l’enorme divario che esiste oggi fra paesi ricchi e paesi poveri. Ad esempio un abitante degli Emirati Arabi Uniti guadagna in un giorno quello che un cambogiano guadagna in un anno.

Gran parte dell’Africa, dell’America latina, dell’Asia meridionale è irrimediabilmente povera. Il PNL pro capite annuo è inferiore ai 240 dollari in 24 paesi dell’Africa nera e dell’Asia meridionale. Al vertice vi sono gli Emirati Arabi Uniti (16.250 dollari pro capite) e gli USA (14.900 dollari) che guidano un gruppo di 33 paesi con un reddito almeno tre volte superiore alla media mondiale.

Queste enormi differenze dimostrano l’esistenza di diversi "mondi economici". Per descrivere il fenomeno geografi ed economisti hanno fatto ricorso alla nota ripartizione in "tre mondi".

  1. La crescita del PIL pro capite negli anni NovantaIl Primo Mondo, costituito dalle economie industrializzate di mercato, è guidato dagli Stati Uniti e si organizza nell'alleanza militare della Nato e in quella economica dell'OCSE.
  2. Il Secondo Mondo era fino al 1989 quello delle economie pianificate relativamente industrializzate guidate dall’Unione Sovietica, organizzate militarmente nel Patto di Varsavia ed economicamente nel Comecon.
  3. Il Terzo Mondo è formato dalle ex colonie dei paesi europei, affrancate dopo il 1945 ed ha costituito per tre decenni il campo di battaglia delle lotte economiche, militari e politiche tra i due blocchi contrapposti.

Negli ultimi anni, anche a causa dei processi di globalizzazione, questa ripartizione ha cominciato a diventare inadeguata. Dalla massa del Terzo mondo si sono distaccati alcuni paesi che presentavano un buon livello d'istruzione, stabilità politica e un basso costo del lavoro, i NIC, che hanno rapidamente accresciuto i loro livelli produttivi, e poi anche di reddito e di consumo. Altri paesi, in particolare quelli dell'OPEC, si sono arricchiti con i proventi delle esportazioni delle materie prime. Si è cominciato perciò a distinguere un Terzo e un Quarto mondo, quest'ultimo confinato in un sottosviluppo caratterizzato forse irrimediabilmente da fame, analfabetismo, sottooccupazione.

(F.E. Ian Hamilton, Un'economia mondiale in continua trasformazione, in Robert Bennett - Robert Estall [a cura di], La sfida del cambiamento globale, Franco Angeli, 1996, pp. 83)


 
 
Scorri le schede
 
Approfondimenti
Fantozzi-Narduzzi: Verso un mondo sempre più diviso?
Terzo Mondo
Paesi produttori di petrolio
Paesi di recente industrializzazione
Paesi produttori di materie prime
Quarto mondo
Paesi in via di sviluppo
Documenti