Hobsbawm: L’Occidente vincerà molte battaglie, non la guerra"Se si concepisce un qualunque conflitto aperto tra gli stati del Nord e del Sud del mondo, la schiacciante superiorità tecnica e la ricchezza del Nord è destinata a vincere, come ha dimostrato senza mezzi termini la Guerra del Golfo. Persino il possesso di pochi missili nucleari da parte di un qualche paese del Terzo Mondo – ammesso che abbia anche i mezzi per mantenerli operativi e per lanciarli – è molto improbabile che costituisca un deterrente efficace, poiché gli stati occidentali, come hanno dimostrato Israele e la coalizione impegnata nella guerra del Golfo, sono in grado di scatenare un attacco preventivo contro nemici potenziali, troppo deboli per rappresentare ancora una minaccia seria. Dal punto di vista militare il Primo mondo può tranquillamente considerare il Terzo Mondo come una "tigre di carta", per usare una locuzione cara a Mao Tse-Tung. Tuttavia è diventato sempre più chiaro nella seconda metà del Secolo breve che il Primo mondo può vincere battaglie, ma non guerre contro il Terzo mondo, o meglio è diventato chiaro che anche l’eventuale vittoria in una guerra non garantisce il controllo di quei territori. Il vantaggio più importante di cui si giovava l’imperialismo, cioè la disponibilità delle popolazioni locali, una volta conquistate, a lasciarsi governare pacificamente da pochi occupanti, è scomparso." (Eric J. Hobsbawm, Il secolo breve, Rizzoli, 1995, p. 649) |
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