Grameen Bank
L’istituto di credito ha circa 2.000 miliardi di raccolta - di cui ben 1.500 impiegati in prestiti. Oggi è la quarta banca del Bangladesh, ha quattordicimila dipendenti. più di 2 milioni di clienti e lavora in 35.000 villaggi di tutto il paese. Finora ha accordato finanziamenti per un totale di 3.500 miliardi di dollari. La Grameen Bank (in bengalese significa banca rurale) è un’idea di Muhammad Yunus, un musulmano del Bangladesh di famiglia benestante che dopo gli studi in economia negli Stati Uniti ritorna al suo paese nel 1972 per assumere l’incarico di direttore del Dipartimento di Economia dell’Università di Chittagong. Il Bangladesh, indipendente dal 1971, è classificato tra i paesi del Quarto mondo. Ha 120 milioni di abitanti su una superficie che è la metà di quella italiana. Il 90% della popolazione è analfabeta e circa il 40% vive in condizioni di estrema povertà. L’esperienza decisiva della vita di Yunus è la tremenda carestia del 1974. "Mentre la gente moriva di fame per strada, io insegnavo eleganti teorie economiche. Cominciai ad odiarmi per la mia arrogante pretesa di avere una risposta. Noi professori universitari eravamo tutti molto intelligenti ma non sapevamo assolutamente nulla della povertà che ci circondava. Decisi che proprio i poveri sarebbero stati i miei insegnanti. Cominciai a studiarli e a domandargli delle loro vite".
Dapprima l’economista cerca di convincere gli istituti di credito tradizionali ad aprire i loro sportelli ai poveri, ma si trova di fronte a un muro di rifiuti. Le banche ritenevano che i poveri non avrebbero mai restituito i soldi. Dopo mesi di trattative ottiene un affidamento di 300 dollari, con i quali provvede ad effettuare i primi prestiti; con sua grande sorpresa non vi è nessun problema al rientro dei crediti, anche perché chiede versamenti settimanali di pochi centesimi. Dopo due anni di trattative convince il governo a lasciar aprire una banca per i poveri. A differenza di una normale banca che è disposta a concedere prestiti solo a chi offre garanzia, la Grameen Bank presta denaro unicamente ai poveri. La banca pratica il microcredito, ossia presta piccole somme (anche di soli 25 euro) per sostenere i progetti di sviluppo e la sussistenza di migliaia di famiglie. I prestiti hanno un importo medio di appena 163 euro. Il sistema delle garanzie è molto particolare: per ottenere un prestito non si richiedono garanzie patrimoniali, ma personali. Il credito viene erogato soltanto a gruppi, costituiti da un numero di persone che va da cinque a otto. Il denaro viene distribuito a rotazione, iniziando dal componente del gruppo più bisognoso; appena questo ha restituito il prestito si può passare al secondo, e così via. La responsabilità del gruppo è solidale, e questo ha finora garantito un tasso di sofferenze inferiore all'1%, molto più basso di quello registrato dagli altri istituti di credito del Bangladesh. La banca rovescia un consolidato pregiudizio sessista: punta sulle donne e sulle loro capacità imprenditoriali, scelta non facile in un paese musulmano tradizionalista; oltre il 90% dei clienti appartiene al sesso femminile. Il cliente tipico in genere utilizza il prestito per acquistare un bene che possa rendere subito, come del cotone da filare, una macchina per tessere, animali da cortile, sementi, una mucca da mungere. Grazie ai crediti della Grameen Bank molte donne hanno costituito società collettive per acquistare mulini per la lavorazione del riso. Il prestito viene poi restituito in piccole rate settimanali fino a quando la donna diventa autosufficiente: con il denaro ricavato dalla vendita del latte o del tessuto ha pagato il suo debito, è diventata proprietaria di qualcosa e, se vuole, può richiedere un altro prestito.
L'esperienza della Grameen Bank viene guardata con interesse da molti osservatori internazionali. Muhammad Yunus ha ottenito numerosi e prestigiosi riconoscimenti internazionali, ma sicuramente il più notevole è che la Grameen è già stata imitata in ben 52 paesi da altre banche etiche, come la Sewa Bank indiana. (Grameen Bank. http://www.bologna.fisac.cgil.it/temi/fnews97/4fn9702.htm. http://www.coopfirenze.it/info53.dir/01.htm. http://www.aprile.org/giornale/economia/BE_app01.html. http://www.comune.cento.fe.it/arcoiris100/9612_banca.htm) |
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