Il conflitto Nord - Sud

Molti studiosi vedono l'imminenza e l'inevitabilità di un conflitto tra Nord e Sud del mondo. Le sue cause scatenanti sarebbero sia l'ineguale distribuzione delle risorse nel pianeta, sia la pressione demografica dei paesi cosiddetti sottosviluppati. "Non è neppure lontanamente prospettabile una situazione in cui una parte del mondo gode di uno stabile equilibrio sociale e di benessere diffuso, mentre l'altra parte del pianeta, addirittura più significativa sul piano numerico, si trascina in una vita di miseria accompagnata alla non occupazione e all'assenza di servizi sociali. Neppure le frontiere più sofisticate nell'intercettare i disperati in cerca di una meta o le decisioni poliziesche più imponenti sarebbero in grado di evitare una massiccia migrazione dalle aree della disperazione alle regioni del benessere e della tranquillità." (Augusto Fantozzi - Edoardo Narduzzi, Il mercato globale, Mondadori, 1997, pp. 95-97.102-103)

Quale rapporto avremo tra Occidente (800 milioni, stabili) e mondo non occidentale (quasi 5 miliardi, in decisa crescita)? Vi è il serio pericolo di una frantumazione del mondo in settori antagonistici.

Il mondo non occidentale completerà gradualmente il processo di occidentalizzazione nella cultura, nella tecnologia, nell’economia e nelle istituzioni politiche o risponderà con una crisi di rigetto?

Verso la prima direzione spingono l'economia di mercato e l'uniformazione tecnologica, verso la seconda i fattori etnico-religiosi, cui la fine delle ideologie ha dato nuovo peso.

Il Giappone e Singapore sono finora tra i pochi esempi di una conciliazione possibile tra una cultura non occidentale e sistemi politici, tecnologici ed economici di derivazione occidentale. Il conflitto tra valori occidentali e valori tradizionali è già in atto in paesi islamici (come l'Algeria o la Giordania), che hanno governi laici insidiati da masse integraliste.


 
 
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