Cause del sottosviluppo

Perché il Terzo Mondo non ha imitato l’Europa del XIX secolo sulla strada della rivoluzione industriale? Le risposte vanno ricercate in un insieme di molte cause.

  • Donna al telaio - Immagine di Commercio Alternativo (www.commercioalternativo.it/) Incrementi demografici insostenibili. Una crescita demografica a ritmi attorno al 3% annuo divora tutti gli incrementi produttivi. Solo per mantenere il livello di vita occorre una notevole accumulazione di capitale.
  • Diminuzione dei prezzi delle materie prime. In particolare, il grosso calo dei prezzi avvenuto tra il 1979 e il 1982 ha innescato la spirale del debito estero che ancora oggi grava su molti paesi poveri. Le materie prime sono spesso la risorsa su cui molti paesi basano le loro speranze di sviluppo.
  • Militarizzazione delle relazioni internazionali. Già il rapporto Brandt mostrava come le questioni della pace e dello sviluppo siano intrecciate. Molti paesi del Terzo Mondo dilapidano nelle spese militari buona parte dei loro bilanci.
  • Necessità di risorse umane e finanziarie. La tecnica moderna è enormemente più complessa di quella che veniva impiegata durante la rivoluzione industriale. La nuova tecnica è strettamente collegata con la scienza e necessita di tecnici e quadri qualificati per essere utilizzata. Complessità della tecnica significa anche costo delle tecnologie e dei macchinari, e quindi notevole entità degli investimenti per realizzare l’industrializzazione. La strada per lo sviluppo dovrebbe cercare tecnologie più appropriate all’ambiente naturale, culturale e sociale, che ad esempio assorbano molta forza lavoro e abbiano una bassa intensità energetica.
  • Apertura dei mercati. Nel Terzo Mondo la creazione di industrie locali deve combattere contro la concorrenza dei prodotti importati. Se in un ottica generale la liberalizzazione dei commerci crea sviluppo economico, nello specifico essa conviene ai paesi che hanno sistemi economici forti e consolidati e danneggia le industrie giovani che rischiano di essere stritolate dalla concorrenza di competitori molto più attrezzati.
  • Arretratezza dell’agricoltura. La causa principale determinante il blocco dello sviluppo è stata la mancata modernizzazione agricola: "la condizione necessaria al verificarsi di una rivoluzione industriale è una preesistente, o quanto meno contemporanea, rivoluzione agricola" (W.A. Lewis) Secondo Guelfi per creare sviluppo occorrerebbe la messa a coltura di nuovi terreni; l’impianto di colture adatte al terreno e alle abitudini alimentari; un aumento dei rendimenti della terra e dell’allevamento grazie a nuovi sementi, concimi, fecondazione artificiale del bestiame, biotecnologie e altro.
  • Diminuzione del costo dei trasporti. Esso subisce un vero e proprio crollo, riducendosi a un decimo per i trasporti marittimi e a un ventesimo per quelli terrestri. Le conseguenze sono la scomparsa di una barriera protettiva per le industrie nascenti, l’incentivazione alla specializzazione della produzione agricola; l’incentivazione della possibilità di uno sfruttamento minerario senza creare un’industria di trasformazione.
  • Corruzione delle élites locali. Gli alti livelli di corruzione presenti in molti paesi del Terzo Mondo sono dovuti molte volte all’insufficienza dei salari dei burocrati ma anche allo scarso senso di lealtà verso stati che non sono molto radicati nel sentire comune. Questo stato di cose rende meno convenienti gli investimenti e più complessa l’azione degli operatori esteri. Secondo uno studio della Banca Mondiale un alto livello di corruzione può abbassare il tasso di crescita di un paese dallo 0,5 all'1% e ridurre gli investimenti stranieri almeno del 5%.
  • Fattori culturali e religiosi. Dai tempi degli studi di Max Weber sul rapporto tra etica protestante e sviluppo del capitalismo, sociologi e storici dell'economia cercano i nessi tra la visione del mondo di un popolo e il suo sviluppo economico. I valori confuciani (lavoro, ricerca del benessere mondano, armonia sociale) sembrano ad esempio più propizi allo sviluppo della fede islamica, che comporta spesso diffidenza verso le tecnologie occidentali, rifiuto di un controllo delle nascite.

(Paul Bairoch, Lo sviluppo bloccato. L’economia del Terzo Mondo tra il XIX e il XX secolo, Einaudi, 1976.

Carlo Guelfi, Il dialogo Nord-Sud e i suoi problemi, in Nuove questioni di storia contemporanea, Marzorati, 1993, vol. III, pp. 137-183.

Giuseppe Muti, La corruzione, "Omicron", maggio 2000)


 
 
Scorri le schede
 
Approfondimenti
Il sottosviluppo
La sovrappopolazione
Tendenze demografiche nel mondo
L’impatto della crescita demografica
Le guerre locali
Il debito estero
L’Islam e il sottosviluppo
Vie d’uscita dal sottosviluppo
Soluzione non profit
Grameen Bank
Prodotti etici
Documenti
Ricchi e poveri: ripartizione della popolazione mondiale
Popolazione: andamento per aree e continenti
I 20 paesi più popolosi del mondo
Indicatori demografici per continente