Thurow: Il futuro del capitalismoLe forze nascoste"Per comprendere la dinamica del nuovo mondo economico, può essere utile prendere in prestito dalle scienze naturali due concetti: la tettonica delle placche dalla geologia e l'equilibrio punteggiato dalla biologia. In geologia i fenomeni osservabili, come i terremoti e le eruzioni dei vulcani, sono provocati dal movimento invisibile delle placche continentali galleggianti sul nucleo di piombo fuso della Terra. La crisi economica messicana è stata tanto inattesa e violenta quanto un'eruzione vulcanica. Le ristrutturazioni aziendali scuotono le "fondamenta" dell'uomo (le aspettative circa il proprio futuro economico) tanto quanto potrebbe farlo un terremoto. Ma i vulcani o i terremoti non si possono comprendere osservandoli e basta. Il geofisico deve sondare in profondità fino a individuare le forze generate sotto la superficie terrestre dalle placche continentali. Allo stesso modo, nessuno può capire ciò che è successo in Messico considerando semplicemente gli errori grossolani commessi dai dirigenti politici nella sua capitale. Coloro che si ritrovano improvvisamente in mezzo a un terremoto economico non sanno spiegarvi perché si è scatenato, allo stesso modo di chi si ritrova in mezzo a un terremoto vero e proprio. Ma la tettonica delle placche provoca anche i cambiamenti più lenti, quasi impercettibili, che trasformano radicalmente la superficie della Terra in tempi che la geologia considera brevi. Secondo la teoria della tettonica delle placche, ciò che appare statico (la superficie della Terra) è in realtà in costante movimento. La placca continentale indiana spinge contro quella eurasiatica, e il maggiore massiccio montuoso del mondo per dimensioni e volume, il Nanga Parbat nell'Himalaya, si innalza di oltre 60 centimetri ogni cento anni. In un tempo relativamente breve avrà luogo un evento molto significativo: il Nanga Parbat diventerà la montagna più alta e più estesa della Terra. Allo stesso modo, nella "tettonica delle placche" dell'economia, la superficie economica della Terra, cioè la distribuzione del reddito e della ricchezza, sembra statica, ma in un lasso di tempo relativamente breve (poco più di un ventennio) ciò che è appena percettibile nello spazio di un solo anno (una diminuzione inferiore all'1% dei salari reali dei lavoratori senza compiti direttivi) modifica radicalmente la distribuzione del potere d'acquisto. Entro la fine del secolo i salari reali di questi lavoratori saranno ritornati ai livelli di cinquant'anni prima, nonostante il fatto che nello stesso periodo il PIL pro capite sia più che raddoppiato. Sotto questo rimodellamento totale della superficie economica della Terra (un processo ormai in fase avanzata) e sotto i fenomeni più spettacolari e appariscenti dei terremoti e dei vulcani economici, si muovono le cinque placche economiche che esercitano, al pari di quelle geologiche, una forza irresistibile. Per comprendere dove tali forze stanno portando e cosa occorre fare per adattarsi al cambiamento, è necessario prendere a prestito dalla biologia evoluzionistica il concetto di equilibrio punteggiato. Di norma, l'evoluzione procede così lentamente da non essere rapportabile alla scala temporale umana. Le specie che si collocano in cima alla catena alimentare, quelle che hanno maggiori possibilità di sopravvivenza, diventano di solito sempre più dominanti, più numerose e forti. Ma di tanto in tanto succede qualcosa che i biologi conoscono come "equilibrio punteggiato". L'ambiente si modifica all'improvviso, e quella che era la specie dominante si estingue rapidamente mentre un'altra prende il suo posto. L'evoluzione compie un salto di tipo quantistico. La selezione naturale, che di norma opera sui margini del sistema, ne modifica in modo radicale e repentino il nucleo centrale. L'esempio più noto è naturalmente quello dei dinosauri, che hanno dominato la superficie della Terra per 130 milioni di anni, ma a un tratto si sono del tutto estinti (o sono diventati uccelli?). Le teorie più recenti ipotizzano che una cometa sia entrata in collisione con la superficie terrestre vicino alla penisola dello Yucatán, con tale violenza da provocare l'eruzione di alcuni vulcani dall'altra parte del pianeta. Una nube persistente di polvere sulfurea avrebbe distrutto l'ambiente in cui i dinosauri potevano vivere. Per motivi ancora non chiari, i mammiferi erano in grado di affrontare queste nuove condizioni e diventarono la specie dominante sulla Terra. Ma qualunque cosa sia successa, è successa in fretta, sovvertendo totalmente i destini di chi avrebbe dovuto dominare e di chi si sarebbe dovuto estinguere. Periodi di equilibrio punteggiato si possono osservare anche nella storia umana. Per esempio gli eserciti napoleonici, nonostante fossero passati quasi duemila anni, non erano in grado di muoversi più velocemente di quelli di Giulio Cesare: entrambi dipendevano infatti dai cavalli e dai carri. Ma settant'anni dopo la morte di Napoleone i treni a vapore raggiungevano velocità superiori ai 160 chilometri orari. La rivoluzione industriale era già a buon punto e l'era economica basata sull'agricoltura, antica di migliaia di anni, in meno di un secolo era stata sostituita dall'era industriale; e un sistema sociale, il feudalesimo, che era stato il più adatto a sopravvivere per centinaia di anni, venne rapidamente sostituito dal capitalismo. I sistemi biologici, sociali o economici fanno il loro ingresso nelle fasi di equilibrio punteggiato con strutture in lenta evoluzione, ma consolidate. Ne escono con caratteri radicalmente mutati, che nuovamente intraprendono un lento processo di evoluzione. I requisiti necessari per essere un vincitore all'inizio di una fase dì equilibrio punteggiato differiscono notevolmente da quelli necessari alla fine. Durante tali fasi di equilibrio punteggiato tutto è in movimento, il disequilibrio diventa la norma, e l'incertezza regna dappertutto. Oggi il mondo sta attraversando un periodo di equilibrio punteggiato provocato dai movimenti simultanei di cinque placche economiche. Alla fine ne emergeranno nuove sfide con nuove regole che richiederanno nuove strategie. Alcuni giocatori attuali si adatteranno e impareranno a vincere le nuove sfide. Saranno coloro che comprenderanno il movimento delle placche tettoniche economiche. Diventeranno gli individui, o le imprese, o i paesi in cima alla catena alimentare, i più adatti alla sopravvivenza. Da un punto di vista storico-economico, si potranno considerare l'equivalente dei mammiferi. Le cinque placche tettoniche1. La fine del comunismo Con la fine del comunismo, quel terzo dell'umanità e quel quarto delle terre del pianeta che erano sotto il controllo di tale sistema entreranno a far parte del vecchio mondo capitalista. Coloro che erano abituati a vivere sotto il comunismo vivranno in un mondo in cui i criteri che determinano il successo o il fallimento saranno molto diversi, ma coloro che già vivevano sotto il capitalismo scopriranno che l'assimilazione di questa massa umana e geografica determinerà profondi cambiamenti nella struttura del loro mondo economico. 2. Un passaggio tecnologico verso un'era dominata da industrie ad alto contenuto di energie intellettuali umane Nelle società industriali del XIX e del XX secolo la maggior parte delle industrie avevano una collocazione geografica "naturale", stabilita per così dire da Dio. Tale collocazione era determinata dalla disponibilità di risorse naturali e dal possesso di capitale. Il carbone poteva essere estratto solo laddove ne esistevano giacimenti; i grandi complessi portuali dovevano essere costruiti dove esistevano insenature adatte. I prodotti che richiedevano principalmente l'impiego di manodopera erano fabbricati nei paesi poveri; i prodotti per cui era necessario un alto impiego di capitale, nei paesi ricchi. Viceversa, le industrie ad alto contenuto di energie intellettuali umane non hanno una sede predeterminata da condizioni naturali. Sono libere da qualsiasi vincolo geografico e possono insediarsi in qualsiasi angolo della Terra. I soggetti economici dominanti saranno in grado di creare, mobilitare e organizzare le capacità intellettuali che ne determineranno la collocazione. 3. Una situazione demografica completamente nuova La popolazione mondiale è interessata da fenomeni di crescita, migrazione e invecchiamento. Nei paesi più poveri si assiste a un'esplosione demografica. La spinta della miseria nei luoghi di origine e l'attrazione esercitata dai livelli di benessere presenti all'estero spingono decine di milioni di persone a trasferirsi dai paesi poveri a quelli ricchi, proprio quando la forza lavoro non qualificata non è più necessaria al ricco mondo industriale. A livello mondiale si sta sviluppando inoltre una nuova classe di persone, un vastissimo gruppo di anziani, relativamente benestanti, la maggior parte dei quali non lavora e dipende per una larga misura del proprio reddito dalla previdenza sociale pubblica. 4. Un'economia globale Le trasformazioni in corso nella tecnologia, nei trasporti e nelle comunicazioni stanno creando un mondo in cui qualunque cosa può essere prodotta e venduta ovunque sulla faccia della Terra. I confini che separano le diverse economie nazionali diventano sempre più evanescenti. Ciò di fatto accresce il disaccordo tra grandi imprese internazionali con una visione globale e governi nazionali che privilegiano il benessere dei "propri" elettori. Le differenze tra paesi aumentano, aumentano i blocchi commerciali a livello regionale e l'economia globale è sempre più interconnessa. 5. Un'era in cui non esiste una potenza dominante in senso economico, politico o militare Le regole del sistema mondiale degli scambi sono sempre state scritte e imposte dalle potenze economiche che lo dominavano, la Gran Bretagna nel XIX secolo e gli Stati Uniti nel XX. Ma nel XXI secolo non vi sarà alcuna potenza dominante in grado di concepire, organizzare e imporre le regole della sfida economica. Il mondo economico unipolare dominato dagli Stati Uniti non esiste più: a esso è subentrato un mondo multipolare, ma attraverso quali meccanismi può avvenire la messa a punto, l'organizzazione e il mantenimento della sfida economica in queste condizioni? [...] Un'epoca di equilibrio punteggiatoQuando la tecnologia e l'ideologia non sono in sintonia tra loro, il magma economico comincia a scorrere. Le placche tettoniche vengono violentemente scagliate le une contro le altre, i vulcani entrano in eruzione, i terremoti scuotono la crosta terrestre, si formano montagne, si scavano vallate. Quella che un tempo era la specie in cima alla catena alimentare, la più adatta alla sopravvivenza, pur dibattendosi disperatamente nel tentativo di ritornare in un fiume che ha cambiato corso, precipita verso l'estinzione. Il corso dei fiumi si modifica; l'acqua scorre in nuove direzioni. Si affaccia sulla scena un periodo di equilibrio punteggiato. La superficie economica della Terra, la distribuzione del reddito e della ricchezza, è riplasmata in modo radicale. I perdenti economici sono rigurgitati in un vulcano sociale chiamato fondamentalismo religioso. Un terremoto economico scuote l'economia messicana. L'economia cinese è in ascesa; quella giapponese è in declino. In tutto il mondo la crescita subisce un netto rallentamento. I salari reali diminuiscono per la maggior parte dei cittadini americani. L'Europa non riesce a creare posti di lavoro per i suoi giovani. Le strategie economiche che prima avevano successo (incentrate sui bisogni della classe media) ora sono destinate a fallire. Nessuno sa che cosa i consumatori decideranno di comprare o no servendosi della spesa elettronica. I massimi dirigenti delle maggiori società perdono il posto a un ritmo mai visto prima. Si affaccia sulla scena un periodo di equilibrio economico punteggiato. Si presenta un mondo nuovo di zecca con opportunità nuove di zecca. Se le placche economiche non possono essere risospinte indietro per ricreare l'ambiente di un tempo, il loro movimento inarrestabile può essere però compreso, e le nostre azioni e istituzioni possono essere modificate garantendoci una nuova prosperità. [...] I periodi di equilibrio punteggiato schiudono molti territori nuovi e inesplorati. Sono tempi esaltanti. In tempi normali, quando quasi tutto l'esplorabile è stato esplorato, la geografia non è così interessante. Il modo forse migliore di rappresentare ciò che si presenta davanti a noi è immaginare di essere Colombo. Nelle Indie Orientali si può fare fortuna, e siete convinti di conoscere un modo nuovo per arrivarci, navigando verso ovest invece di viaggiare via terra verso est. Come Colombo, possedete una mappa ma, al pari della sua, essa è per metà coperta dalla scritta «terra incognita». Verso ovest il mondo è quasi del tutto sconosciuto, ma bisogna comunque costruire una nave che regga tempeste di inaudita violenza; deve essere dotata di vele che la lancino a tutta velocità verso la sua poco chiara destinazione, e deve avere a bordo le giuste quantità di acqua e cibo per un viaggio di durata ignota. Quali saranno le dinamiche del nuovo mondo verso cui stiamo per salpare?"
(Lester Thurow, Il futuro del capitalismo, Mondadori, 1997, pp. 8-12, 21-22) |
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