Lo sviluppo tecnologico

L'area industriale di Porto Marghera"La tecnologia influisce sull'attività industriale in vari modi. Direttamente, crea nuove industrie come quella del computer e nuovi processi produttivi come quello dell'ossigenazione dei rottami di ferro nelle miniacciaierie, grazie alle quali cambia anche la localizzazione degli impianti siderurgici.

Gli stessi prodotti possono trasformare radicalmente i modi di lavorare: un tempo furono gli autoveicoli a rivoluzionare i trasporti, oggi sono i computer a rivoluzionare tutte le attività. Indirettamente, l'innovazione modifica i materiali, il capitale e lavoro utilizzati nella produzione; e modifica la natura e le caratteristiche delle aziende, comprese le dimensioni e la localizzazione.

Esistono due concetti correlati alla tecnologia che possono contribuire a comprendere meglio le trasformazioni globali dell'industria: alludiamo ai cicli di Kondratiev e al ciclo di vita del prodotto.

I cicli di Kondratiev

Nel 1925 il russo Kondratiev osserva che lo sviluppo delle economie di mercato è caratterizzato da onde o cicli lunghi 50-55 anni. Negli anni Trenta l'austriaco Schumpeter scopre che queste onde corrispondono a cicli di innovazione. Sono le nuove tecnologie che caratterizzano queste onde, e che permettono la creazione di nuove industrie, anche in nuove localizzazioni diventate più vantaggiose.

Ogni ciclo consiste di quattro fasi: espansione, recessione, depressione e ripresa.

  • Il primo ciclo di Kondratiev (1770-1825) corrisponde ai primi sviluppi, naturalmente in Gran Bretagna, della siderurgia basata sul carbon fossile e dell'industria tessile basata sul vapore. Queste nuove tecnologie causarono la concentrazione dell'attività industriali, fino a quel momento frammentate e disseminate in un numero sterminato di piccole officine e laboratori, in grandi fabbriche localizzate sul carbone.
  • Un lavoro del terziario avanzato (o quaternario)L'applicazione del vapore ai trasporti ferroviari e marittimi sostenne il secondo ciclo (1825-1880) creando, sempre in Inghilterra, nuovi impianti industriali non solo sui bacini carboniferi ma anche in centri come Crewe, Derby o Swindon.
  • Il terzo ciclo (1880-1930) sostenuto dall'invenzione dell'elettricità, del telegrafo, del telefono e del motore a scoppio, e dallo sviluppo dell'industria petrolchimica, interessò soprattutto gli Stati Uniti, la Germania e la Francia, con conseguente passaggio del primato industriale dalla Gran Bretagna all'Europa e agli Stati Uniti.
  • Il quarto ciclo (1930-1980) sostenuto, oltre che dall'ulteriore sviluppo della petrolchimica, da industrie ad alta tecnologia come quella televisiva e hi-fi, aerospaziale, delle fibre sintetiche e dell'elettronica, ha interessato soprattutto gli Stati Uniti, la Germania e il Regno Unito.
  • Oggi viviamo in un quinto ciclo innovativo che sta dando vita ad un'economia dell'informazione, che sfrutta l'energia immateriale del cervello umano per la ricerca e lo sviluppo (R&S) in campi come servizi per l'industria (per esempio, software), come la biotecnologia e la robotica, e lega direttamente la costosa R&S all'industria. In queste nuove attività gli Stati Uniti hanno un temibile rivale nel Giappone. La recessione degli anni Settanta fu il risultato congiunto dell'aumento dei prezzi del greggio e della transizione dal quarto al quinto ciclo. La chiusura di parecchie fabbriche nei paesi sviluppati è in parte dovuta alla concorrenza dei NIC e di alcuni produttori del Terzo Mondo, ma è stata accompagnata da un continuo sviluppo dei servizi, tanto da indurre qualcuno a parlare di "società post-industriale".

Ciclo di vita

Se la teoria del ciclo di Kondratiev mira a spiegare lo sviluppo di intere economie, il concetto del ciclo di vita del prodotto riguarda le singole industrie. Questo concetto si basa sul presupposto che la creazione e lo sviluppo di un prodotto nuovo avviene in un paese avanzato perché esso dispone delle competenze, dei capitali e dei servizi di supporto necessari.

Col crescere della domanda mondiale di tale prodotto, la produzione diventa standardizzata, consentendo la produzione in grandi impianti con manodopera semiqualificata e quindi a basso costo.

Questo favorisce la diffusione di tale produzione prima nel resto del mondo occidentale e poi nei NIC e nel Terzo Mondo, forti della loro manodopera a basso costo. Si arriva così allo stadio di maturità del prodotto, che contribuisce a spiegare la diffusione mondiale delle industrie tipiche dei quattro precedenti cicli di Kondratiev (tessili, calzaturificio, piccoli elettrodomestici, prodotti in plastica), ma spiega anche l'odierna reindustrializzazione del Nord."

(F.E. Ian Hamilton, Un'economia mondiale in continua trasformazione, in Robert Bennett - Robert Estall [a cura di], La sfida del cambiamento globale, Franco Angeli, 1996, pp. 93-94)


 
 
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Approfondimenti
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Muovere atomi: lo sviluppo dei trasporti
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