PIL

La sigla sta per prodotto interno lordo e designa il valore complessivo dei beni e servizi che vengono prodotti in un paese in un anno.

Il PIL viene oggi considerato l'indicatore più adeguato a valutare l'attività economica di un paese. Fino a qualche anno fa in alcuni paesi si preferiva usare come misura dello sviluppo economico il PNL. Il PIL non tiene conto del possesso delle risorse produttive; ad esempio, la produzione della filiale estera di una multinazionale viene considerata parte del PIL del paese in cui la filiale in questione opera.

La formula per calcolare il PIL è: consumi privati + investimenti + spesa pubblica + saldo della bilancia dei pagamenti (esportazioni - importazioni). Vi sono diverse varianti nel calcolo del PIL: ad esempio, può essere espresso a prezzi costanti (al netto dell'inflazione) oppure correnti (includendo la componente dell'inflazione).

È impossibile quantificare il PIL in misura esatta: esiste, infatti, in tutti i paesi, un'economia sommersa che, per definizione, sfugge agli statistici così come agli esattori delle tasse.

I diversi settori dell'economia (agricoltura, industria e servizi), contribuiscono alla determinazione del PIL in misura differente. Nella maggior parte dei paesi industrializzati, al PIL contribuiscono per il 60-70% i servizi, per il 25-40% il settore industriale e per meno del 5% quello agricolo. In Italia la composizione del PIL è, in base a dati del 1996, la seguente: per il 3,3% proviene dal settore agricolo, per il 28,2% da quello industriale, di cui un 23% proveniente dal comparto manifatturiero; e per un 68,5% da quello dei servizi.

(Voce Prodotto interno lordo, in Enciclopedia Microsoft Encarta 99, Microsoft Corporation, 1998)


 
 
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