Parità di potere d'acquisto

Si tratta di un modo di comparare gli andamenti delle economie dei due paesi più raffinato rispetto a quello che fa riferimento al semplice valore di cambio. Se si volesse paragonare gli stipendi medi di un operaio del settore tessile in Italia e negli USA si potrebbe ad esempio renderli omogenei dividendo lo stipendio dell'italiano espresso in euro per il valore ufficiale del dollaro al mercato dei cambi. Ma una moneta può essere sopravvalutata o sottovalutata, e questo falserebbe la comparazione.

Si potrebbe invece scegliere un paniere di prodotti rappresentativo dei consumi normali di un cittadino e acquistabile negli Stati Uniti al prezzo di cento dollari. Quanti euro occorrerebbero per acquistare in Italia lo stesso paniere? Il valore ottenuto mi servirebbe per fissare un rapporto di cambio tra le due monete più realistico perché basato sul costo della vita.

Il tasso di parità di potere d'acquisto è dunque quello che assicura lo stesso potere nell'acquisto di merci ad ogni moneta dei due paesi in esame.

(Gérard Lafay, Capire la globalizzazione, Il Mulino, 1998, p. 15)


 
 
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