Integrazione delle economie mondialiLa globalizzazione si è ritagliata un ruolo di protagonista nella politica e nella società dei singoli paesi. Essa sta cambiando il nostro modo di vivere, lavorare, consumare, trascorrere il tempo libero. Per globalizzazione si intende il movimento che induce le economie verso un’integrazione sempre più accentuata. La liberalizzazione progressiva degli scambi commerciali e dei movimenti di capitali sta trasformando l’economia in un unico mercato mondiale: frontiere e barriere economiche e finanziarie non hanno quasi più alcun senso e sempre meno caratterizzano l’azione politica. All’interno del mercato globale vanno perdendo significato molte delle peculiarità che hanno caratterizzato l’epoca dei capitalismi nazionali, perché globalizzazione significa anche convergenza verso un modello uniforme di economia di mercato. Spesso nel dibattito politico e culturale ci si chiede che valore – positivo o negativo - abbia la globalizzazione. Probabilmente questa domanda è un po’ oziosa: non possiamo scegliere se salire o meno sul tram della globalizzazione. Può piacere o non piacere, ma essa è un fatto con cui le generazione presenti e future dovranno vivere; detto altrimenti, il movimento che sospinge il mondo verso la globalizzazione è irreversibile e ineluttabile: tutte le forze vive dei diversi paesi sono costrette a uniformarsi se non vogliono cadere nell’inefficienza e nella povertà. Quando uno stato tenta di porre le sue regole alle imprese o ai capitali, questi fuggono verso paesi dalle legislazioni più morbide. "La globalizzazione [...] non è più una scelta, ma un imperativo, sia per il sistema-paese che per le imprese. E la rapidità di adattamento alla filosofia e alle logiche dell'economia globale si presenta ormai come un fattore premiante e fonte di vantaggi competitivi." (Riccardo Varaldo, L'imperativo globale (natura e implicazioni della globalizzazione), in Andrea Piccaluga [a cura di], Mercato e competizione globale, Guerini e Associati, 1997, p. 23) Va bene, ma questa inevitabile globalizzazione crea ricchezza? Per gli economisti del Fondo monetario internazionale "non c'è dubbio che la globalizzazione contribuisca enormemente alla prosperità globale. Una gran parte del mondo e un grandissimo numero di paesi indipendenti partecipano a tale processo. [...] La globalizzazione non configura pertanto un "gioco a somma zero" con alcune economie che guadagnano a spese dei sacrifici e delle perdite subite da altri paesi. Se le politiche economiche adottate soddisfano i requisiti richiesti da mercati concorrenziali su scala mondiale, allora tutti i paesi potranno sviluppare meglio i propri vantaggi competitivi, porsi su un sentiero di crescita potenziale e partecipare pro quota ai benefici di un'economia mondiale resa più prospera." (International Monetary Fund, World Economic Outlook, a Survey by the Staff, Washington (DC), maggio 1997, p. 3) Tuttavia il dibattito pubblico non può non notare anche gli aspetti negativi che colpiscono certi paesi o certe fasce di lavoratori (soprattutto quelli poco qualificati), ad esempio gli effetti portati dalla deindustrializzazione sulla disoccupazione nei paesi europei e sui salari reali negli USA; o lo sfruttamento del lavoro dei minori e degli adulti in molti paesi in via di sviluppo (vedi Correggia: Scarpe da campioni, sudore da schiavi e Chierici: L'altra faccia del pallone). |
Scorri le schede |