Un fatto nuovo?La globalizzazione non è un processo totalmente nuovo. Se vogliamo, il mondo ha cominciato a globalizzarsi già al tempo delle scoperte geografiche e della costituzione di imperi coloniali. Già personaggi come Marco Polo e Cristoforo Colombo sono autenticamente globali. Ricorda Touraine che un secolo fa il commercio estero contribuiva per il 45% alla ricchezza nazionale della Gran Bretagna, in confronto al 25% - 30% negli USA odierni. In che cosa consiste la specificità della globalizzazione rispetto ai fenomeni di internazionalizzazione dell'attività economica, vecchi almeno quanto il capitalismo, o forse addirittura quanto le conquiste coloniali. La quantità fa la qualitàQuello che è cambiato è la crescita esponenziale delle relazioni e delle interdipendenze tra i paesi del mondo. Sta diventando sempre più vero il detto settecentesco per cui "il battito d'ali di una farfalla a Parigi provoca un cataclisma in Cina". In particolare, l'attuale globalizzazione è frutto di un processo che, nel corso degli ultimi due secoli, ha portato a una progressiva integrazione delle forze economiche, finanziarie, sociali e culturali. Infatti siamo passati da una industrializzazione a livello locale alla sua internazionalizzazione, e quindi ormai alla globalizzazione. In tale periodo le strutture politiche, economiche e finanziarie degli Stati sono diventate sempre più interdipendenti e le diverse culture nazionali hanno subito un processo di reciproca osmosi. Il divorzio tra economia e territorioIl capitalismo moderno era nato nell’orizzonte e sotto la protezione degli stati nazionali. È vero che nell'ultimo secolo progressivamente si è affermato il principio della libera circolazione delle merci, ma era molto meno frequente che assieme ai prodotti espatriassero i capitali e il lavoro. Anche nell'assetto economico internazionale che nasce a Bretton Woods si tiene ferma la centralità delle funzioni economiche dello stato nazionale. (Stefano Cingolani, Touraine. Come liberarsi dal liberismo Intervista ad Alain Touraine, "Corriere della Sera", 11 marzo 1999) "La novità dell'attuale epoca di sviluppo è la globalizzazione del capitalismo, vale a dire la sottrazione della forza e delle logiche del capitale al controllo sociale delle comunità nazionali. Oggi l'economia è globale in un senso in cui la politica non lo è. Viene così meno il vincolo stabile fra stato, territorio, popolazione e ricchezza - "la ricchezza senza nazioni", appunto." (Angelo Zamagni, Globalizzazione, nuovo ordine mondiale, società civile transnazionale, in Angelo Detragiache, Globalizzazione economica, finanziaria e dell'informazione, SEI, 1998, p. 196) |
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