Mercato mondiale dei capitali - Sintesi
I movimenti dei capitali sono l'aspetto della globalizzazione economica che è cresciuto nel modo più spettacolare; il volume dei cambi di valuta è aumentato del 792% tra il 1986 e il 1998. Nel 2001 ogni giorno sui mercati finanziari si sposta più di un trilione di dollari. Il mondo è percorso da flussi di capitale - per lo più virtuali - che si muovono lungo vie telematiche tra le varie borse. Per gli operatori, il fine di questi movimenti economici è ovviamente quello di ricavare un guadagno, che è la differenza tra il valore a cui si sono comperati titoli azionari e valute e il loro valore di vendita. Questo flusso di titoli e valute non ha soluzione di continuità. Oggi si possono scambiare azioni 24 ore su 24, senza limiti di spazio e di tempo: grazie ai fusi orari gli orari di interruzione delle contrattazioni di New York corrispondono a quelli di apertura di Hong Kong o di Londra. Gli investitori ragionano ormai in una logica mondiale: essi muovono il loro denaro dall'una all'altra delle piazze finanziarie, lo convertono dall'una all'altra delle valute, a seconda dell'andamento degli indicatori economici o degli eventi politici e sociali. Un fenomeno connesso alla globalizzazione è l’interdipendenza dei mercati finanziari, i cui andamenti si influenzano reciprocamente; questo è divenuto chiaro nel caso del crack del 1987, quando Wall Street, con la sua rovinosa caduta di oltre 500 punti in un giorno, ha travolto tutte le altre Borse del mondo. Proprio l'avvenuta globalizzazione dei movimenti di capitale accresce i rischi della finanza globale. |
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