L'opera di Escher è unica in quanto non possiamo inserirla in nessuna corrente artistica, nonostante questo però possiamo ritrovare in questo artista aspetti del pensiero e della cultura della sua tradizione che sono decisamente presenti nelle sue opere.

Possiamo notare questo semplicemente osservando la tecnica con la quale crea le sue opere, infatti egli predilige la xilografia. 
 Questa scelta si innesta su una tradizione grafica propria dei Paesi Bassi che ha avuto inizio verso la metà del 1400.  Anche Escher si dedicò a questo tipo di lavoro con un'ampia e raffinata produzione. La scelta della tecnica riflette perciò la tradizione del suo paese e le sue radici culturali.
Altra caratteristica è il fatto che la raffigurazione è sempre di tipo realistico. Lo stesso vale per la rappresentazione dello spazio che è sempre costruito con la prospettiva tradizionale. E' dunque all'interno di regole e canoni della propria tradizione che intervengono l'immaginazione e la creatività dell'artista, come possiamo notare nell'opera a fianco intitolata "giorno e notte". 
Presente è inoltre il collegamento con la scienza del suo tempo e con la cultura scientifica della nostra civiltà: dalla psicologia della percezione (rapporti figura-sfondo, figure impossibili) alla matematica e alla cristallogia (tassellazioni, simmetrie, trasformazioni).
Sono opere che esprimono ed evidenziano l'immaginario di Escher ma che potrebbero anche esprimere la complessità dell'epoca nella quale vive ( che ovviamente è l'epoca moderna) dominata dalla ricerca scientifica e tecnologica dove la creatività è spesso canalizzata all'interno del metodo scientifico.

 

                                        "Nel 1960 un matematico inglese,
         di cui ho scordato il nome, mi incitò
          a progettare una composizione sulle
                    strisce di Moebius.
             A quel tempo non sapevo quasi
                      che cosa fossero."
Egli inoltre con le sue composizioni anticipa un concetto molto importante del pensiero postmoderno occidentale: quello di complessità, e cioè di una visione pluralistica del mondo nel quale coesistono gli opposti e i diversi punti di vista. Un evento infatti può essere esaminato sotto vari aspetti che ogni volta permettono di scoprire una sfaccettatura diversa da quella che potrebbe apparire ad un'altra persona che lo considerasse dal suo punto di vista. Questa complessità del mondo non significa però per Escher né assurdità né caos, ma una realtà da esaminare e proprio attraverso le sue opere egli cerca di trovare le possibili connessioni e interazioni e le nuove relazioni tra i fenomeni.

 

                   LE SUE OPERE

  Cascata (waterfall)
            opera del 1961
                litografia
             cm 37,8 x 30 

          

Quest'opera realizzata da Escher nel 1961 è una litografia, deriva quindi da una matrice disegnata dall'artista su pietra e poi riprodotta in molteplici copie. La raffigurazione, a bianco e nero, si presenta molto realistica,e questo è dovuto anche alla presenza di molti particolari. E' ottenuta con un tratto della matita accurato e modulato in una varietà di chiaroscuri.
Nella parte centrale del disegno domina un edificio con particolari colonne e torrette, e proprio da una di queste scende la cascata d'acqua che dà il titolo all'opera. L'acqua "cade" sfiorando una ruota di n mulino dove, scorre in apparente discesa verso la parte posteriore dell'edificio. Proprio quest'ultimo è inserito in un gruppo architettonico più vasto, formato da costruzioni completamente diverse fra di loro: sulla sinistra è collegato ad una casetta dall'aspetto semplice e contadino simile a quelle che si possono trovare in campagna o nei borghi medievali, può evocare l'idea di un mulino in quanto è fornita di una ruota che sfiora il getto dell'acqua.
Sulla sinistra in basso vi è un piccolo giardino accuratamente disegnato anche se, a dire il vero, più che un giardino sembra essere un fondale marino, ricco di coralli e vegetazioni tipiche delle profondità del mare. Di fronte ad esso troviamo una piccola figura che sta con gli occhi sollevati ad osservare l'acqua, quasi a voler sottolineare l'altezza da cui scende.
Sullo sfondo, appena accennato, vi è un paesaggio scosceso, a gradinate regolari, semplificate e geometrizzate, su cui si scorgono degli alberelli. Anche questo particolare rimanda ad un paesaggio reale che possiamo ritrovare anche nella casa posta in basso a destra, dalla forma semplificata e geometrica che ricorda le abitazioni mediterranee. E' articolata con scale, ballatoi e arcate tipiche del nostro meridione ( che fu più volte visitato da Escher ). L'impressione di familiarità è accentuata anche dalla presenza di una figura femminile che stende i panni  sul terrazzo.
Il punto di vista dell'osservatore è elevato tanto che si ha l'impressione di osservare gli edifici dall'alto, quasi trovandosi in uno dei tanti livelli a terrazze che formano l'ambiente di sfondo e, con questo sguardo, di dominare l'intera costruzione posta al centro dell'opera.
La collocazione di questo edificio però ci pare insolita, tanto più che la stranezza della costruzione è resa ancora più evidente dai due blocchi a forma di poliedri regolari posti sulle due torrette. L'edificio però oltre ad essere "stravagante" ( anche perché contiene una cascata) ha una struttura impossibile. Infatti, la torretta di sinistra, se considerata dall'alto si trova nella parte posteriore della costruzione, mentre se viene esaminata dal basso risulta in quella anteriore.

       La spiegazione grafica della struttura dell'edificio si trova nella figura, ideata dal matematico Roger Penrose, rappresentata qui a fianco. Proviamo a seguirne il contorno con un dito: ad un certo momento nel nostro percorso, ciò che era dietro viene a trovarsi davanti e si rimane interdetti per la situazione. E' stata chiamata figura impossibile perché può essere disegnata ma non esiste nella realtà. Altrettanto impossibile, come visto è l'edificio in cui si trova la cascata il quale è stato anch'esso ideato prendendo spunto dalla stessa figura.

L'elemento centrale della litografia, oltre all'edificio sopra citato, è soprattutto la cascata ed il percorso che segue l'acqua. Seguendolo infatti ci si ritrova inaspettatamente nella parte alta della torretta anteriore, la stessa da cui cade verso il basso. L'effetto è di sorpresa perché non si è avuta la percezione di compiere un percorso in salita, né tanto meno di essere passati dalla zona posteriore a quella anteriore dell'edificio.  

Quest'opera è la raffigurazione di una situazione fantastica ed impossibile, mascherata dall'apparente realismo della scena; infatti, aspetti della realtà e altri della fantasia sono fusi in modo così naturale da sembrare un insieme perfettamente coerente. L'opera sembra essere la visualizzazione di un mondo in cui coesistono realtà diverse, a volte contraddittorie, che si manifestano anche nella vita di ogni giorno e spesso sono così mascherate da apparire ad uno sguardo superficiale perfettamente logiche e naturali.   
La fantasia e l'immaginazione trovano forma nell'opera con l'aiuto della scienza matematica.
Infatti l'applicazione, come abbiamo visto, della figura di Penrose ha consentito ad Escher di creare una situazione fantastica.
Nell'opera è posto l'accento su un evento in trasformazione: l'acqua che diventa cascata, scorre ed è di nuovo cascata e così di seguito, in un ciclo chiuso e senza fine. Per chi guarda l'opera costituisce quasi una riflessione visiva sui cicli vitali presenti nel mondo della natura, sulla molteplicità dei suoi aspetti anche in contraddizione fra loro. Ma "Cascata" costituisce anche l'evasione nel mondo immaginario e fantastico creato dal suo autore e proprio per questo sollecita l'attenzione, stimola la fantasia, spinge chi guarda a trovare una spiegazione e dei significati. 
 

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                          GALLERIA

        
  salita e discesa        relatività   specchio magico mani che disegnano

 

         
         su e giù    mano con sfera...          belvedere            rettili
 

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                                     SALITA E DISCESA

   Salita e discesa rappresenta un edificio su cui una schiera di persone, dal capo coperto come monaci, salgono e discendono scale in un percorso circolare e senza fine. L'aspetto fantastico dell'opera nasce dal collegamento di differenti realtà spaziali. Se si divide la scala in più parti, ciascuna è perfettamente coerente, ma nel suo insieme essa è geometricamente impossibile. Il disegno assume anche un significato simbolico conoscendo il modo di dire olandese "lavoro da monaco" che nel gergo popolare significa "lavoro inutile".
   

 

 

 

 

 

 

                                        RELATIVITA'

 Relatività è forse l'opera che esprime meglio il concetto di complessità proprio della moderna conoscenza. Raffigura una costruzione spaziale, articolata con pareti, arcate, ballatoi e una molteplicità di scale, tutte perfettamente e prospetticamente costruite, ma collocate come se fossero esaminate da vari punti di vista.                  
  Ciascuna considerata isolatamente è perfettamente realistica e coerente, ma l'insieme è impossibile e addirittura fatto da contraddizioni. Ad esempio, nella parte superiore, due figure camminano nella medesima direzione, ma una scende e l'altra sale.                           
   

 

 

 

 

 

 

                                   SPECCHIO MAGICO

Entrambe le file di animali raddoppiano due volte
in una tempestosa avanzata
dando poi origine a una tassellatura regolare del piano e,questo, nella metamorfosi dei cani da bianchi a neri e
viceversa, così che realtà e immagine riflessa
prendono origine dallo specchio stesso
   

 

 

 

 

 

 

                                MANI CHE DISEGNANO

 "Se una mano disegna una mano e se questa seconda mano,
 contemporaneamente, è occupata, con molto zelo, a disegnare la prima mano
 e se tutto questo viene rappresentato
 su un pezzo di carta fissato con puntine
 su una tavola da disegno....
 e se, oltre tutto, poi, l'insieme è nuovamente disegnato, si ha certamente il diritto di parlare di un tipo di iperillusione"
          
   

 

 

 

 

 

 

                                              SU E GIU'

             Chi sale dalla scala dello scantinato
 in basso, non sa ancora dove arriverà.
 Ma non avrà nessun dubbio:
 si sente come gettato verso l'alto
 lungo le linee curve dei pilastri
 e delle palme, verso il pavimento
 piastrellato nel mezzo della
 composizione.
   

 

 

 

 

 

 

               MANO CON SFERA RIFLETTENTE

    La mano reale tocca la mano riflessa e
   nei punti di contatto, entrambe hanno
   la stessa grandezza.
   Il centro di questo mondo riflesso
   non è casuale, ma necessario:
   l'occhio dell'artista, esattamente fisso
   come nella sfera
.
  
   

 

 

 

 

 

 

                                          BELVEDERE

   "Non ho mai voluto     rappresentare qualcosa di mistico;
quello che alcune persone giudicano come misterioso,
non è altro che un consapevole o inconsapevole inganno!
Ho giocato ad un gioco,
mi sono sbizzarrito in immagini mentali
con nessun altro scopo se non quello di indagare
le possibilità della rappresentazione stessa.
Tutto ciò che presento nelle mie opere
sono notizie circa le mie scoperte".
   

 

 

 

 

 

 

 

                                     RETTILI

 "un giorno una signora mi telefonò e
 mi disse: < Signor Escher sono molto
 affascinata dai suoi lavori. Nella sua
 composizione "Rettili" ha raffigurato in
 maniere convincente la reincarnazione.>
 Le risposi: < Se lei crede di trovarvi ciò,

 sarà davvero così.>" 
     
 

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         LA VITA

Maurits Cornelis Escher è un'artista olandese nato a Leeuwarden nel 1898. Conobbe da giovane l'Italia e ne rimase affascinato tanto che all'età di ventisei anni decise di trasferirsi a Roma. Il cambiamento fu decisivo per la sua attività artistica, una ininterrotta ricerca che si è svolta autonoma da ogni influsso e al di fuori delle correnti artistiche e di critica della sua epoca. Infatti per molto tempo le sue opere sono state conosciute ed apprezzate più in ambito scientifico che nel settore dell'arte. Prima che iniziasse la seconda guerra mondiale Escher lasciò l'Italia e tornò in Olanda dove morì nel 1972.

Momento fondamentale della sua vita fu però il 1936,anno durante il quale egli lasciò  l'Italia per andare a visitare la Spagna. In particolar modo fu affascinato dall'Alhambra , la celebre fortezza dei Mori situata in prossimità di Granada. Fu interessato soprattutto alle caratteristiche della decorazione dovute alla tassellazione geometrica del piano e all'uso delle simmetrie. Lo divertiva il fatto che in questo modo era possibile proseguire all'infinito nella composizione e che la linea di contorno fosse comune a più figure adiacenti. Questo provoca processi percettivi di instabilità per cui lo sguardo passa alternativamente dall'una all'altra figura.
L'interesse per le simmetrie si sviluppò ulteriormente dopo averne discusso con suo fratello, docente di geologia all'università , che gli fece scoprire le proprietà geometriche dei cristalli e le simmetrie presenti nella loro struttura. In seguito a questo iniziò un profondo studio sulle possibilità offerte dalla matematica, ed ovviamente, in particolare le diverse forme di simmetria dovute alla ripetizione, alla rotazione, al ribaltamento delle figure. 
Inoltre cominciò a studiare la possibilità di creare le sue opere basandosi sulla "tassellazione regolare del piano". Attratto dai fenomeni di trasformazione, sempre presenti nei cicli vitali della natura, cominciò a studiare le possibilità di operare delle trasformazioni da una figura all'altra, motivo questo ripreso poi in tutti i suoi lavori successivi.

Successivamente, negli anni della guerra Escher interruppe tutte le sue attività probabilmente perché la sua creatività ed immaginazione furono soffocate dall'orrore per gli avvenimenti bellici. Alla fine della guerra però sentì sempre di più il desiderio 
di dare sfogo e forma alla sua fantasia creando situazioni impossibili ed immaginarie, anche se composte da elementi del mondo reale. Le conoscenze scientifiche e la sua creatività lo portarono a risultati sempre più sorprendenti. Produsse infatti opere in cui l'immaginazione fantastica e l'umorismo trovarono realizzazione attraverso divertenti contrapposizioni o situazioni paradossali.
    

  E' una sfida alla stessa immaginazione di chi osserva il quadro , che attraverso la sua fruizione entra nella fantasia dell'autore stesso ed è sollecitato a nuove fantasie ...

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