il mondo come volontà e rappresentazione:

è l'opera più importante di Schopenhauer , il suo capolavoro intitolato così perché :" come il mondo è da un lato , in tutto e per tutto rappresentazione,  così è , dall'altro lato, in tutto e per tutto  volontà ".

rappresentazione:

è la stessa realtà in quanto essa è l'oggetto di conoscenza da parte del soggetto, infatti il filosofo afferma : tutto ciò che esiste quindi la conoscenza - adunque questo mondo intero - è solamente oggetto i rapporto al soggetto , intuizione di chi intuisce, in una parola , rappresentazione."  
Se riportiamo alla memoria la divisione kantiana tra fenomeno ( il quale è la realtà, l'unica realtà accessibile alla mente umana) e noumeno ( il quale è un concetto - limite che serve da memoria  critica per rammentarci i limiti della conoscenza ), possiamo notare come Schopenhauer faccia coincidere l'ambito della rappresentazione con l'ambito del  fenomeno kantiano.

fenomeno:

è parvenza, illusione, una sorta di sogno e non il mezzo tramite il quale possiamo giungere alla verità (come appunto detto da Kant).

il velo di Maya:

il fenomeno nell'antica sapienza indiana è detto "velo di Maya". Il filosofo intende con questo termine appunto un velo ingannatore (il fenomeno) che copre quella che è la vera realtà e la "vera verità" del noumeno.

il noumeno, la cosa in sé:

non è un concetto - limite (Kant) che serve semplicemente per rammendarci quelli che sono i confini della conoscenza oltre i quali non si può sconfinare per non cadere nella metafisica, ma diventa in Schopenhauer una realtà assoluta, la verità che è celata dietro l'ingannevole trama del fenomeno che il filosofo ha il compito di scoprire, e ciò che scoprirà, quindi l'essenza dell'uomo, è la volontà di vivere.

la volontà di vivere:

è il noumeno del mondo, ovvero l'essenza nascosta dell'universo. Essa può essere definita più in generale come una sorta di energia  o impulso che costituisce l'essenza di ogni uomo . Secondo Schopenhauer essa è può essere colta dall'uomo in quanto esso non esiste solo come rappresentazione ma anche come corpo, quindi non si limita a "vedersi vivere" dal di fuori, bensì si "vive" anche dal di dentro godendo e soffrendo. Ed è proprio questo cogliersi dell'uomo come corpo che gli permette di squarciare il velo ingannatore e di cogliere la sua essenza che è appunto volontà di vivere, un impulso potente e irresistibile che ci spinge ad esistere e ad agire.

l'amore:

inteso come eros, è solo uno stratagemma di cui si serve la Volontà per sedurre l'individuo e indurlo alla perpetuazione della vita. Di conseguenza l'amore procreativo è condannato.

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