| chiamiamo sistema ottico un
insieme di superfici riflettenti e rifrangenti che può interagire con un
fascio di raggi luminosi . Un sistema ottico può trasformare un fascio di
raggi provenienti da una sorgente punti forme S in un fascio di raggi che
convergono in un punto S' , questo punto rappresenta allora l'immagine reale
di S , reale nel senso che essa è sede di un'energia luminosa che
può impressionare una lastra fotografica. Può accadere che il fascio incidente sia trasformato in un fascio di raggi divergenti, allora l'occhio percepisce come immagine S' di S il punto di convergenza dei loro prolungamenti: in tal caso si parla di immagine virtuale. |
Una sorgente luminosa puntiforme emette luce
in tutte le direzioni .Se la mettiamo vicino ad uno specchio, oltre a vederla
direttamente osserviamo anche una sua immagine che sembra provenire da dietro lo
specchio. Alcuni raggi emessi dalla sorgente colpiscono direttamente il nostro
occhio , altri vi arrivano dopo essere stati riflessi dallo specchio.
Consideriamo una superficie speculare piana dotata di forte potere riflettente
comunemente chiamata specchio piano. Sia inoltre S una sorgente
puntiforme.
Applicando le leggi
della riflessione costruiamo i raggi riflessi provenienti dai raggi incidenti
SI. SI'... I raggi riflessi divergono ,mentre i loro prolungamenti geometrici
si incontrano nel punto S' simmetrico ad S e quindi alla sorgente luminosa rispetto
allo specchio.
Se un osservatore guarda lo specchio , il suo occhio è colpito da alcuni raggi
riflessi che sembrano provenire dal punto S'. Egle ha così
l'impressione che l'oggetto si trovi dietro lo specchio. Ma è solo un'ILLUSIONE
perché dietro allo specchio non c'è niente.
Diciamo per questo che S' è un'immagine virtuale perché per un
osservatore i raggi si comportano come se provenissero da S' e non da S, infatti
i raggi raccolti dall'occhio non passano effettivamente per il punto S'. Se
mettessimo uno schermo dietro lo specchio non otterremmo alcuna immagine della
sorgente S perché in quella zona non si concentra energia luminosa.
L'immagine, non di una sorgente puntiforme ma di un oggetto luminoso di
dimensioni finite si può ottenere ripetendo per ogni punto la costruzione
appena esposta. Basta quindi trovare l'immagine di ogni suo punto, cioè il
punto simmetrico rispetto allo specchio di ogni suo punto.
L'immagine che ottengo è appunto virtuale , ha le stesse dimensioni
dell'oggetto , è diritta rispetto ad esso e si trova alla stessa distanza dallo
specchio. Però l'immagine ottenuta e l'oggetto non sono sovrapponibili. Essi
sono infatti inversamente uguali cioè hanno la destra e la sinistra invertite,
per questo se davanti allo specchio alziamo la mano destra, l'immagine alza la
sinistra.
...un
caso particolare... |
|
Applichiamo ora la legge della riflessione agli specchi
sferici ( uno specchio si dice sferico quando la sua superficie riflettente ha
la forma di una calotta sferica).
Gli specchi sferici si dividono in due categorie:
Proprio per questo mi occuperò prevalentemente degli specchi
convessi.
Quando un fascio di raggi incide appunto su uno specchio convesso,
parallelamente al suo asse ottico principale (si definisce asse ottico ogni
direzione che congiunge un punto dello specchio con il suo centro, è principale
se il punto considerato è il vertice V dello specchio) i raggi
riflessi si allontanano divergendo come se provenissero tutti da un unico punto
posto dietro lo specchio . Questo punto è chiamato "fuoco dello
specchio", ma in quanto definito dall'intersezione dei prolungamenti dei
raggi, per distinguerlo dal fuoco di uno specchio concavo il quale è il punto
di intersezione dei raggi reale, viene detto fuoco virtuale.
Negli specchi convessi dunque, qualunque sia la posizione dell'oggetto ,
l'immagine è sempre virtuale, diritta e rimpicciolita, disposta
tra il vertice e il fuoco.
Una conseguenza della rifrazione è il fenomeno del miraggio ,
esso riguarda il comportamento della luce, e quindi come viene rifratta
passando nell'atmosfera terrestre . Infatti la rifrazione della luce che passa
in strati di aria di diversa densità fa apparire gli oggetti in posizioni
diverse da quelle reali e questo costituisce appunto il fenomeno del miraggio.
Generalmente gli strati dell'atmosfera più vicini alla terra sono quelli più
densi, se la terra è però molto calda e quindi vi sono temperature
elevate accade il contrario e quindi gli strati più bassi sono meno densi degli
strati superiori.
Consideriamo allora un raggio luminoso che parte dalla cima S di un albero
propagandosi verso il suolo. Esso incontra strati d'aria sempre meno densi e
quindi si rifrange allontanandosi dalla normale, di conseguenza per le leggi
della rifrazione l'angolo di incidenza cresce sempre di più fino a che non
supera il valore dell'angolo limite ( che è l'angolo per il quale la luce
non passa fra i due mezzi ma procede parallelamente alla superficie di
separazione) e si ha dunque il fenomeno della riflessione totale (quindi i raggi
reali provenienti dall'oggetto si riflettono totalmente).
Se il raggio riflesso totalmente incrocia l'occhio di un osservatore per esso è
come se fosse partito da S' e non da S, questo significa che l'osservatore vede
un'immagine virtuale al di sotto dell'oggetto reale ricevendo
l'impressione dell'esistenza di una superficie bagnata antistante l'oggetto
stesso.

Viceversa se gli strati d'aria più alti sono meno densi di quelli più vicini
alla terra un raggio di luce diretto verso l'alto subirà diverse rifrazioni che
lo allontaneranno dalla normale fino a quando non si avrà ancora la riflessione
totale e il raggio viene diretto verso il basso, l'osservatore che intercetta
questo raggio localizza gli oggetti in posizioni che si trovano al di sopra
della loro posizione reale, ad esempio come se volassero. Questo è il fenomeno
della fata Morgana.
